La nostra Storia

Le origini di Castello di Pratelli

L'antica dimora sorge a soli 25 Km. da Firenze, su una collina ornata di ulivi e cipressi, tra San Vito e Poggio alla Croce. Il panorama che potrete ammirare è particolarmente suggestivo. La quiete che oggi vi si gode mai farebbe immaginare le atroci battaglie che si svolsero intorno a queste pietre ...
Il Comune di Incisa in Val d'Arno si trova a sud-est di Firenze e si estende sulla riva sinistra del fiume Arno, tra le propaggini del Chianti ed i monti del Pratomagno. L'erosione del fiume, avvenuta sino dalla preistoria, sarebbe da porsi in relazione con l'origine del toponimo Incisa (ad saxa incisa), anche se leggenda vuole che il varco sia stato costruito da Annibale nella sua ascesa verso il nord d'Italia. Le origini dell'insediamento risalgono all'epoca degli Etruschi, ma l'importanza della cittadella cresce considerevolmente in epoca romana in ragione della vicinanza ad importanti vie di comunicazione.


In epoca medioevale il paese acquista ulteriore prestigio rappresentando un punto strategico di avvistamento lungo tutta la valle dell'Arno Superiore. In questo periodo vengono restaurate e fortificate molte delle antiche torri di avvistamento già presenti sul luogo, per lo più di origini longobarde (c.d. gardinghi), e tra queste anche la Torre di Pratelli.


paesaggio PratelliLa Diocesi di Fiesole acquisisce in quegli anni il pieno controllo sul territorio incisano e così la maggior parte dei possedimenti fondiari situati in quest'area gradualmente perviene - attraverso vendite e donazioni - alle congregazioni religiose. La Torre di Pratelli si viene così a trovare nei territori della vicina Badia di Monte Scalari. Nel XIV secolo, con la vittoria nella vicina Firenze dei Guelfi Neri e la conseguente fuoriuscita dei Guelfi Bianchi, Incisa si trova coinvolta suo malgrado in violente battaglie e la Torre di Pratelli viene semi distrutta.
Torre PratelliNel 1312 Incisa viene usata come roccaforte per sbarrare il cammino verso Firenze delle truppe dell'imperatore Arrigo VII, appoggiate dai Bianchi, le quali, per riuscire nella conquista della città, si vedono costrette ad una manovra di aggiramento del presidio che le porta a saccheggiare e distruggere ancora una volta la Torre di Pratelli.
Questa viene successivamente ristrutturata ed ampliata per essere trasformata in una vera e propria villa signorile. Il complesso rimane di proprietà dei monaci della Badia di Monte Scalari sino alla soppressione della comunità avvenuta nel 1776. Nel XIX secolo la Villa di Pratelli appartiene ad un grande proprietario terriero del luogo, Pier Giannozzo Mozzi, fino a quando verso la fine dell'Ottocento la tenuta viene acquistata dai conti Grottanelli, il cui stemma, un leone rampante, sormonta ancora il portone d'ingresso.
I successivi proprietari agli inizi del secolo ristrutturano la torre e l'annessa villa aggiungendo nuovi corpi di fabbrica e conferendole l'attuale aspetto neogotico. Il complesso oggi si sviluppa intorno alla piccola corte centrale, sulla quale si affacciano la torre medioevale, la residenza padronale ed un'ala destinata ai locali di servizio. La villa è attualmente adibita a residenza privata. La Torre è utilizzata nell'ambito dell'attività agrituristica, per chi vuole provare l'emozione di sentirsi castellano.